Gli Stradivari sono ancora i migliori violini al mondo? Qualche dubbio dai nuovi test

Secondo un recente  esperimento realizzato di recente sembra che quello degli Stradivari sia soprattutto un mito, o per lo meno che non ci siano prove scientifiche convincenti per affermare che un violino prodotto in Italia secoli fa sia migliore di uno nuovo, appena costruito. Gli esiti dell’esperimento sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences e stanno facendo molto discutere, soprattutto tra i cultori degli Stradivari e più in generale dei liutai italiani.

Nel mondo esistono ancora circa 650 strumenti costruiti da Stradivari, circa 500 dei quali sono violini. Per farsi un’idea, uno Stradivari messo all’asta nel 2011 è stato venduto per 15,9 milioni di dollari, una delle cifre più alte mai raggiunte per questo tipo di strumenti.

Agli Stradivari sono attribuite caratteristiche uniche e non raggiunte da altri liutai, per alcuni dovute al legno utilizzato per costruirli, per altri alla lacca utilizzata per le rifiniture, e per altri ancora alla forma e al modo in cui sono stati costruiti. Le ricerche sulle loro caratteristiche acustiche non hanno però mai portato a risultati definitivi, non trovando per esempio grandi differenze tra uno Stradivari e un violino di buona qualità prodotto ai giorni nostri. Nel 2014 l’esperta di acustica musicale Claudia Fritz, dell’Università Pierre e Marie Curie di Parigi, condusse uno studio insieme con Joseph Curtin, un eminente liutaio di Ann Arbor (Michigan).

Partendo dai risultati e dalle critiche sul test del 2014, Fritz e colleghi hanno di recente organizzato una nuova serie di test, questa volta per valutare la reazione e le preferenze degli ascoltatori. Dopo ogni esecuzione di una coppia di violini, ai 55 ascoltatori è stato chiesto di esprimere una preferenza verso il violino A o il violino B. Fatta la media delle valutazioni, i ricercatori hanno notato che i violini nuovi hanno ottenuto maggiori preferenze rispetto agli Stradivari. Tra gli ascoltatori c’erano esperti di musica, violinisti, liutai, compositori e critici musicali.

Fritz e colleghi hanno poi condotto un secondo test a New York, questa volta senza orchestra, con Stradivari e nuovi violini, diversi da quelli utilizzati a Parigi. Anche in questo caso gli 82 ascoltatori hanno espresso preferenze per gli strumenti più recenti e non per gli Stradivari. Il test ha messo in evidenza una certa preferenza per come i violini nuovi proiettano il suono, con un volume più alto, che sembra incidere sul giudizio finale dell’ascoltatore.

La nuova ricerca porta elementi a favore degli scettici sulle presunte doti eccezionali e irripetibili degli Stradivari, ma non offre comunque una risposta definitiva su cosa li renda così speciali. Le ricerche come quelle di Fritz sono spesso criticate per le condizioni artificiose in cui sono realizzate, che non riflettono la realtà, e in parte è probabilmente vero. Negli anni un violinista sviluppa un rapporto molto stretto con il suo strumento: impara a conoscere e a valorizzare i suoi pregi, a tenere sotto controllo i suoi difetti e in generale a padroneggiarlo come nessun altro riuscirebbe a fare.Gli Stradivari continueranno comunque a essere molto costosi e a esercitare un grandissimo fascino tra esperti, critici e ascoltatori. Come ha spiegato a Science Christopher Germain, un liutaio di Philadelphia (Pennsylvania), difficilmente una ricerca scientifica potrà mai spiegare il vero segreto degli Stradivari:

Il segreto di Stradivari è che era un genio e che faceva migliaia di cose nel modo giusto, non una sola cosa. Sarebbe come dire che se io avessi lo stesso tipo di vernice usata da Michelangelo potrei dipingere la Cappella Sistina.

Crediti [ilpost.it]

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